Aggiornamenti da lettrice: il problema delle saghe mozzate

Dopo due mesi esatti finalmente prendo in mano il mio blog per scrivere qualcosa, anche se in realtà avrei sperato di parlare di un argomento di tutt’altro genere.

Sì, perché a giugno, carica di buone intenzioni, avevo deciso di partecipare ad un gruppo di lettura online e dopo diversi sondaggi era emerso che bisognava leggere all together niente popò di meno che Guerra e Pace di L. N. Tolstoj.

Questo classico fa parte di quella vasta schiera di letture definite “mattoni” che ho sempre avuto paura di affrontare, non tanto per il generoso numero di pagine, ma più che altro per la profondità e complessità degli argomenti trattati.

Com’è andata?

Dopo circa due mesi è fermo a pagina 265 e se ne sta appollaiato su un angolo del divano, mentre mi fissa con aria truce.

Il fatto è che le parti che parlano della guerra mi annoiano da morire e fatico a tenere il passo.

Alla fine, ho superato i sensi di colpa e mi sono fiondata su una lettura ultra leggera, ovvero Agatha Raisin La quiche letale di M. C. Beaton, alimentando di fatto un mio problema cronico che porto avanti da anni:

INIZIO SAGHE E SERIE SENZA MAI FINIRLE!

E sono proprio tante: Harry Potter, Divergent, Uomini che Odiano le Donne, la saga dei Florio ecc. Ogni volta puntualmente compro il primo volume, lo leggo e a prescindere dal fatto che mi piaccia o meno, mi fermo lì.

Nel mio personalissimo curriculum da lettrice potevo ancora vantarmi di aver terminato perlomeno la tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati di Zafon e l’ammmmore fra Bella e il tenebroso Edward della Meyer, divorato in pochissimo tempo alle superiori in preda a crisi adolescenziali.

In quel periodo ho battuto ogni record di film mentali e così pure le mie amiche, perché avevamo anche la sfacciataggine di raccontarci i nostri sogni a occhi aperti.

Il problema è che adesso non posso più nemmeno dire che la saga dei vampiri l’ho finita, perché a distanza di anni sono stati pubblicati Midnight Sun (cioè Twilight in versione Edwardiana) e Life & Death, sempre sullo stesso tipo di amore, ma a ruoli invertiti.

Quindi, oggi per me rappresenta il Capodanno, ovvero quel giorno in cui si fa una lista mentale di buoni propositi e nei mesi successivi si accampano scuse per non seguirli.

Ciò significa che all’alba del 18 agosto aggiorno la mia lista:

  • Imparare l’inglese ad un livello che mi permetta di mantenere un minimo di dignità quando viaggio fuori Italia. Bilancio attuale: Duolingo si è arreso e non mi manda più notifiche per ricordarmi gli esercizi giornalieri.
  • Perdere abbastanza kg da riuscire a salire le scale di casa senza fare testamento arrivata in cima. Bilancio attuale: prognosi riservata.
  • Migliorare in ambito lavorativo, il che vuol dire tutto e niente. Bilancio: iniziati almeno due corsi e mai finiti. In uno il tizio aspetta ancora altri miei esercizi da mesi.
  • NOVITA’: portare a termine le saghe e serie già iniziate che quantomeno mi sono piaciute già al primo volume. Bilancio: ho scoperto che Agatha Raisin conta ben TRENTA LIBRI!!!

Riuscirò a raggiungere almeno uno di questi obiettivi? Mmh…

Stay tuned!

Julia

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